Assistenza all'estero

I cittadini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale che si recano all'estero per turismo, per visita a parenti, per lavoro, per motivi di studio o formazione professionale oppure per qualsiasi altro motivo, al fine di garantirsi un'adeguata assistenza sanitaria devono conoscere che tipo di rapporto, dal punto di vista sanitario, l'Italia intrattiene con gli Stati di destinazione.

 Assistenza sanitaria all'estero per soggiorni temporanei

L'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale assicura ai cittadini l'assistenza sanitaria in Italia, ma non comporta un diritto incondizionato alla copertura sanitaria fuori dal territorio nazionale per coloro che si recano all'estero per un soggiorno temporaneo a scopo di turismo, motivi famigliari, ecc. Prima di intraprendere un viaggio all'estero occorre sapere se nello Stato estero scelto sia previsto il riconoscimento dell'assistenza sanitaria a carico dello Stato italiano.
Si possono presentare le seguenti situazioni:
MOTIVI TURISTICI
a) Soggiorni in ambito UE, Spazio Economico Europeo o Svizzera
Per ricevere assistenza sanitaria in uno Stato dell'Unione Europea (UE), dello Spazio Economico Europeo (SEE) o in Svizzera occorre essere in possesso della TEAM (Tessera europea di assicurazione malattia). In Italia la TEAM costituisce il retro della tessera sanitaria magnetica distribuita a tutti i cittadini aventi diritto all'assistenza sanitaria. L'emissione della tessera è curata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per il tramite dell'Agenzia delle Entrate. La tessera sanitaria sostituisce attualmente il tesserino del codice fiscale ma non sostituisce l'attuale tessera sanitaria cartacea rilasciata al cittadino dagli uffici della AUSL all'atto dell'iscrizione al SSN, in quanto non riporta il nominativo del medico di fiducia e le eventuali esenzioni per patologia/invalidità. La tessera sanitaria ha durata quinquennale salvo i casi di durata inferiore collegata a posizioni di assistiti stranieri titolari di permesso di soggiorno con scadenza inferiore ai 5 anni. Nei casi di domicilio sanitario l'assistito riceve la tessera sanitaria all'indirizzo del luogo di residenza. Gli assistiti iscritti al SSN che non hanno ancora ricevuto la tessera sanitaria, nel caso in cui intendano recarsi nei Paesi UE, possono richiedere l'emissione della TS-TEAM presso gli Uffici SAUB dell'Azienda USL. La richiesta di emissione è effettuata on line sul sito del Ministero delle Finanze (www.sistemats.it) Siccome i tempi di emissione della tessera sono di circa 20-30 giorni dalla richiesta on line da parte dell'Azienda USL, se il cittadino ha necessità di partire in tempi brevi potrà richiedere un certificato sostitutivo provvisorio. I cittadini per ottenere le cure possono rivolgersi direttamente alle strutture sanitarie e ai prestatori di cure della località estera in cui si trovano. Le cure sanitarie sono assicurate applicando la legislazione del paese di temporaneo soggiorno alle stesse condizioni dei cittadini residenti; per cui se per determinate prestazioni è previsto il pagamento del ticket (es: ricoveri ospedalieri) il cittadino deve farsene carico e non può pretenderne il rimborso al momento del rientro in Italia. N.B. Le normative comunitaria e nazionale non prevedono il rimborso delle spese per il trasporto dell'ammalato dall'estero all'Italia. Se nel corso di un temporaneo soggiorno in un Paese UE il cittadino non ha presentato la TEAM per ricevere prestazioni sanitarie, è probabile che l'istituzione sanitaria del Paese estero richieda il pagamento delle spese e pertanto, una volta rientrato in Italia il cittadino potrà richiedere il rimborso presso l'Ufficio SAUB del distretto di residenza. E' bene ricordare che in alcuni Stati (es: Francia e Svizzera) il pagamento della prestazione può essere richiesto anche se in possesso della TEAM. In tal caso è possibile rivolgersi direttamente alla competente istituzione Francese (CPAM) o Svizzera (la LAMal) per richiedere il rimborso. La richiesta per il rimborso (se dovuto) delle spese sostenute deve essere presentata all'Ufficio SAUB del Distretto di residenza. Alla richiesta di rimborso devono essere allegate le fatture in originale ed i certificati medici dai quali deve risultare la necessità delle prestazioni sanitarie ricevute.
b) Assistenza sanitaria negli Stati con cui l'Italia ha una Convenzione bilaterale
Con alcuni Paesi - Argentina, Australia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Capoverde, Città del Vaticano e Santa Sede, Croazia, Macedonia, Principato di Monaco, San Marino, Serbia, Montenegro, Tunisia e Svizzera - sono in vigore accordi di sicurezza sociale che prevedono, fra l'altro, la copertura sanitaria, limitata alle cure urgenti, dietro presentazione di apposito modello di copertura sanitaria che deve essere richiesto prima della partenza presso l'Ufficio SAUB del Distretto di residenza. Le regole per ottenere le cure all'estero sono in generale quelle previste al punto A. Se il cittadino è sprovvisto del modello ed ha pagato direttamente le prestazioni sanitarie ricevute, non potrà richiedere il rimborso delle spese sostenute al rientro in Italia, con l'eccezione della Croazia. E' importante ricordare che in alcuni Stati (Bosnia, Serbia, Montenegro, Brasile ed Argentina) le Convenzioni bilaterali possono non essere applicate anche in presenza del modello di copertura sanitaria, a discrezione dell'Istituzione sanitaria del paese: si consiglia pertanto di stipulare prima della partenza polizze private.
c) Assistenza sanitaria in Paesi non convenzionati
Nei Paesi extra UE o non convenzionati con l'Italia i cittadini sono tenuti a pagare in proprio le spese mediche (spesso notevolmente elevate) per far fronte a qualsiasi problema di salute che dovesse subentrare durante la permanenza all'estero, senza alcuna possibilità di rimborso al rientro in Italia, fatta salva la detraibilità prevista dalla legge in sede di dichiarazione dei redditi. A chi si reca in questi Stati per turismo, affari o visite è pertanto assolutamente consigliato munirsi di adeguata copertura sanitaria mediante la stipula di una polizza assicurativa privata
MOTIVI DI LAVORO
I cittadini iscritti al SSN che per motivi di lavoro (per l'elenco completo delle tipologie rivolgersi all'ufficio SAUB del Distretto di residenza) si recano all'estero nei Paesi non convenzionati con l'Italia (vd punto c), possono usufruire della copertura sanitaria in forma indiretta, cioè sono tenuti ad anticipare le spese e potranno successivamente chiedere il rimborso attraverso i Consolati, le Ambasciate o al Ministero della Salute entro tre mesi dall'effettuazione della spesa. Per la copertura sanitaria occorre richiedere al Distretto di residenza l'apposito modello (ex D.P.R. 618/80) presentando:
Se lavoratore dipendente:
attestazione del datore di lavoro da riportare sul modello (ex D.P.R. 618/80) con indicazione dello Stato estero presso cui il lavoratore presterà la propria attività e la durata di tale permanenza.
Se lavoratore autonomo:
domanda di auto-distacco e dimostrazione attraverso la dichiarazione dei redditi (o autocertificazione) di essere in regola con i versamenti fiscali per l'assistenza sanitaria.
La richiesta di rimborso delle eventuali spese sostenute deve essere inoltrata all'Ambasciata o al Consolato territorialmente competente entro 3 mesi dalla data dell'ultima spesa sostenuta correlata alla malattia o all'infortunio. L'Ambasciata di riferimento trasmetterà la richiesta dell'interessato insieme alla documentazione comprovante le spese al Ministero della Salute che, constatata la regolarità e la completezza della documentazione, provvederà alla liquidazione delle spese o al rigetto della richiesta. In caso di rientro saltuario in Italia il lavoratore ha diritto alle prestazioni garantite alla generalità dei cittadini documentando l'attività di lavoro all'estero. L'assistenza sanitaria, se la brevità del periodo di rientro è inferiore ai 30 gg., è comunque assicurata sotto forma di visita occasionale a carico del cittadino.

 Stati dell'Unione Europea


1. AUSTRIA
2. BELGIO
3. BULGARIA
4. CIPRO
5. DANIMARCA
6. ESTONIA
7. FINLANDIA
8. FRANCIA

comprese Isole di Guadalupa, Guayana Francese, Martinica Reunion al contrario sono escluse: Novella Caledonia, Polinesia francese, Mayotte, Wallis et Futunia, Saint Pierre et Miquelon.

9. GERMANIA
10. GRECIA
11. ITALIA
12. LETTONIA
13. LITUANIA
14. LUSSEMBURGO
15. MALTA
16. OLANDA
17. POLONIA
18. PORTOGALLO

comprese Isole Azzorre e Madeira

19. REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA ED IRLANDA DEL NORD
20. REPUBBLICA CECA
21. REPUBBLICA SLOVACCA
22. REPUBBLICA D'IRLANDA (EIRE)
23. ROMANIA
24. SLOVENIA
25. SPAGNA
26. SVEZIA
27. UNGHERIA

 Spazio Economico Europeo (SEE)

1. ISLANDA
2. NORVEGIA
3. LIECHTENSTEIN

 Assistenza sanitaria all'estero per cure e prestazioni sanitarie particolari

I cittadini iscritti al SSN (cittadini italiani, comunitari e stranieri) hanno diritto ad usufruire di prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione in centri di altissima specializzazione all'estero, con spese a carico delllo stesso S.S.N, qualora le prestazioni non siano ottenibili presso le strutture sanitarie italiane in modo adeguato o i tempi di attesa siano tali da compromettere gravemente lo stato di salute dell'assistito. Procedure per il cittadino che intende fruire di cure all'estero Il cittadino per fruire dell'assistenza sanitaria all'estero deve preventivamente acquisire dall'Azienda USL l'autorizzazione al trasferimento per cure. La domanda, redatta su specifico modulo reperibile presso gli Uffici SAUB dei Distretti, va presentata presso il Distretto di residenza corredata dalla proposta motivata di un medico specialista. La proposta deve essere adeguatamente motivata in merito all'impossibilità di fruire delle prestazioni in Italia tempestivamente o in forma adeguata al caso clinico. La proposta del medico deve inoltre contenere l'indicazione della struttura estera prescelta per la prestazione. L'AUSL trasmette la domanda e l'eventuale documentazione sanitaria al Centro di riferimento regionale territorialmente competente, entro 3 giorni dall'istanza. Il Centro di riferimento, valutata la sussistenza dei presupposti sanitari per fruire delle prestazioni richieste presso la struttura estera, comunica il proprio parere motivato al cittadino ed all'AUSL entro 7 giorni dalla ricezione dell'istanza.
Procedure per la richiesta di rimborsi
Le cure all'estero possono essere autorizzate:
in forma diretta (gratuita)
presso le struttura pubbliche o private convezionate in Paesi della UE o in Paesi con i quali l'Italia ha stipulato accordi bilaterali di sicurezza sociale. In questo caso al cittadino viene rilasciato, dal Distretto dell'Azienda USL, il modello comunitario E112 o modello similare da presentare al Centro estero.
in forma indiretta (il cittadino dovrà anticipare le spese autorizzate per le quali potrà richiedere il rimborso alla propria AUSL, al rientro in Italia)
presso le strutture private non convenzionate nell'ambito dei Paesi UE o strutture pubblice o private ubicate nell'ambito dei Paesi extracomunitari
Al cittadino viene data comunicazione dall'Azienda USL dell'avvenuta autorizzazione a recarsi al Centro estero richiesto. Se la prestazione è stata fruita in forma diretta (Mod. E112 o similari) restano a carico dell'assistito:
oneri sostenuti per prestazioni libero professionali anche se in costanza di ricovero;
ticket previsti dalla legislazione locale;
spese per il viaggio, anche se in ambulanza, e per l'accompagnatore.
spese per il soggiorno nell'attesa di ricovero, spese di comfort alberghiero.
C'è la possibilità per il cittadino di richiedere un contributo per le spese di carattere strettamente sanitario. Se la prestazione è stata fruita in forma indiretta l'assistito riceverà il rimborso delle spese sostenute nelle seguenti percentuali:
80% per le spese di carattere strettamente sanitario;
80% delle spese di viaggio (del costo della tariffa ferroviaria e/o marittima piu' economica se il trasporto è effettuato con l'auto privata o pubblica, treno o nave);
80% della spesa sostenuta per il biglietto aereo in classe turistica se il viaggio è effettuato in aereo;
40% per le spese relative a prestazioni libero professionali;
Qualora le spese rimaste a carico dell'utente siano particolarmente elevate in relazione anche al reddito complessivo del nucleo familiare può essere valutata dalla Regione - successivamente al rimborso dell'80% - la possibilità di un ulteriore rimborso. E' importante ricordare che ai fini della liquidazione dei rimborsi sopradescritti occorre avere le fatture di spesa quietanzate in originale o in titoli equipollenti, secondo le norme e gli usi del Paese estero. Le fatture devono essere vistate dalle locali rappresentanze diplomatiche o consolari italiane. E' inoltre necessaria la dichiarazione del Consolato italiano all'estero attestante la natura giuridica del centro estero. Le domande di rimborso devono essere presentate entro tre mesi dalla data di effettuazione dell'ultima spesa.

 Assistenza sanitaria per cittadini italiani definitivamente residenti all'estero (iscritti all'anagrafe degli italiani residenti all'estero - AIRE)

La Legge che ha dato vita al S.S.N. assicura l'assistenza sanitaria in Italia a tutti i cittadini che hanno la residenza in Italia, di conseguenza, fatta eccezione per le ipotesi di distacco lavorativo, è regola generale che tutti coloro che trasferiscono la residenza dall'Italia verso un altro Stato perdono il diritto all'assistenza sanitaria sia in Italia che all'estero; questo avviene automaticamente all'atto della cancellazione presso l'anagrafe comunale. Tuttavia è riconosciuta una forma di assistenza limitata ai cittadini italiani con lo status di emigrato ed ai titolari di pensione corrisposta da Enti Previdenziali italiani, che rientrino temporaneamente in Italia. A queste due categorie sono assicurate gratuitamente le prestazioni ospedaliere urgenti per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare, purchè gli interessati non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata. Per ottenere le prestazioni sanitarie urgenti occorre un attestato che viene rilasciato dagli Uffici SAUB del Distretto in cui ci si trova temporaneamente.
Attenzione:
I cittadini italiani iscritti AIRE residenti in Stati della U.E., dello Spazio Economico Europeo ed in Svizzera, in temporaneo soggiorno in Italia, per motivi diversi dal lavoro o studio, devono presentare la TEAM rilasciata dall'Istituzione estera presso la quale sono assicurati. Se il cittadino italiano è sprovvisto della TEAM potrà ottenere il rimborso delle spese sanitarie sostenute in proprio in Italia, da parte dell'istituzione sanitaria del luogo di residenza.